Tra Cyrano e Don Chisciotte
Mi ritrovo di nuovo qui tra i miei pensieri tante e le mie carte, mi ritrovo a pensare come due personaggi della letteratura rispecchiano il mio modo di pensare e il mio modo di essere.
Questi due personaggi sono Cyrano e Don Chisciotte, che sono stati magistralmente portati in musica da Francesco Guccini.
In mio post sono quindi sparse parole di queste due stupende canzoni, che descrivono il mio stato d’animo.
Sono di nuovo qui, davanti ad un’evoluzione del calamaio e del foglio di carta. Per scrivere ora non intingerò la mia penna d’oca e non macchierò una pergamena, ma darò libero sfogo ai miei pensieri in maniera virtuale.
La mia novella non viaggerà tramite piccione viaggiatore, ma tra chilometri di cavi e matasse.
Trasformo all’occorrenza la mia penna in una spada, e a chi se lo merita “Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio, perché con questa spada vi uccido quando voglio.”
Perché “Ho letto millanta storie di cavalieri erranti, d’imprese e di vittorie dei giusti sui prepotenti per starmene ancora chiuso coi miei libri in questa stanza”
Ho quindi il dovere di sguainare la spada e combattere, cercare nel mio piccolo di sconfiggere chi infligge sofferenza.
Mi ritrovo quindi in un esercito molto grande, di persone che non hanno né spade né fucili, non hanno ne divise né bandiere, è un esercito silenzioso che si aggira tra gli scaffali e negozi.
Non ruba. Ma semplicemente decide di non dare i soldi a quelle industrie che calpestano i diritti umani, che se ne infischiano di trattare decentemente chi lavora per loro, “e andate chissà dove per non pagar le tasse, col ghigno e l'ignoranza dei primi della classe.” “Nel mondo oggi più di ieri domina l'ingiustizia, ma di eroici cavalieri non abbiamo più notizia”; e quei pochi che restano, sono invogliati in tutti i modi, ad essere cinici e indifferenti.
Sono plagiati a scegliere la loro dama, misurandola in chilogrammi e centimetri, dimenticando l’essenza della persona, dimenticando il loro sorriso e i loro sentimenti. Sono plagiati a rinunciare alla loro mascolinità e facendo dimenticare a loro le buone maniere. Non c’è posto per i buoni “Non me ne frega niente, se anch'io sono sbagliato”, cerco di mantenere la mia linea di condotta e “coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco.” “L'ingiustizia non è il solo male che divora il mondo, anche l'anima dell'uomo ha toccato spesso il fondo, ma dobbiamo fare presto perché più che il tempo passa il nemico si fa d'ombra e s'ingarbuglia la matassa.” Ma mi accorgo, che è sempre più difficile portare avanti le mie imprese, perché l’organo che ci dovrebbe distinguere dal resto degli animali, il cervello, viene chiuso relegato in soffitta, lo si tira fuori per imparare il nuovo modello di cellulare o per dare l’istinto di sbavare davanti alla tv, che trasmette la solita carrellatala di sederi anoressici.. e quindi “Mi dovrei tirarmi indietro perchè il "male" ed il "potere" hanno un aspetto così tetro? Dovrei anche rinunciare ad un po' di dignità, farmi umile e accettare che sia questa la realtà ?”
Ma poi, “quando sono solo, si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore che a me è quasi proibito il sogno di un amore; non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute, per colpa o per destino le donne le ho perdute e quando sento il peso d'essere sempre solo mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo, ma dentro di me sento che il grande amore esiste, ” e che alla fine mi travolgerà e mi porterà dove già sono stato, sperando che questa volta mi porterà anche oltre…
Mi trovo spesso rifiutato e “in questa vita oggi non trovo più la strada, non voglio rassegnarmi ad essere cattivo, tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo;
Dev'esserci, lo sento, in terra in cielo o un posto dove non soffriremo e tutto sarà giusto.”
Aspettando di trovarlo… continuo a scrivere … cercando di non diventare uno STRONZO. Perché il romantico non va di moda e da sempre le donne amano gli stronzi che le faranno soffrire.