venerdì, 27 gennaio 2006, ore 27/01/2006 23:54

Il risveglio

Luce… di nuovo la luce. Sentiva di nuovo la sua morbida carezza sulle guance che tornava a fargli visita dentro i suoi occhi, era tantissimo tempo che non succedeva, era tanto tempo che dormiva, tanto troppo tempo.Non sapeva quanto tempo era passato, ma a giudicare dalla polvere depositata sui mobili, sembrava molto tempo, mesi addirittura anni.

Si era dimenticato cosa significava svegliarsi, aprire gli occhi e guardare il sole che inonda la sua camera. Si era dimenticato di quanto fosse rilassante “stirarsi” e poi togliere le “caccolette” dagli occhi. Si era dimenticato della sensazione di calma interiore. Si era dimenticato tutto questo.

 

Era da tempo che i suoi piedi erano sotto le coperte, al tepore e ora dopo tanto poggiavano sul pavimento, ritornando con i piedi per terra. Un esercito di neuroni, attraversò tutto il corpo dove al cervello, risuono la sensazione di freddo facendolo rabbrividire e scotendo il corpo con rapidi sussulti.

 

Aveva dormito, era stato tra le braccia di Morfeo tutto questo tempo, era andato in letargo. Molte volte è meglio così dormire, sorvolare su tutto, farsi una bella dormita sperando che il giorno dopo tutto sia risolto. Quando si dorme si è in bilico tra due mondi, quello reale e quello dei sogni. I due mondi si intersecano si quasi fondono, ma quello sognato purtroppo non dura. Purtroppo non dura ed allora è meglio farlo durare, in modo da evitare litigi, da evitare incazzature, da evitare anche di vivere, sperando che le cose cambiano da se, sperando che possa un giorno un’angelo scendere dal cielo e risolvere tutto.

Ed effettivamente qualcosa era cambiato, si era svegliato.

 

Fu notevolmente sorpreso nel scoprire che il sole era sempre lì, era sempre lì ma lui non lo aveva ignorato. C’era una splendida alba con il sole tutto rosso. C’ era stata ogni mattina ma lui non l’ aveva vista, eppure era sempre lì ogni giorno tramontava e ogni giorno sorgeva. Ogni giorno aveva accarezzato il suo volto, cercando di fargli aprire gli occhi, ma non era mai riuscito nell’intento

 

Ogni giorno diverso dal precedente, ma ogni giorno uguale al precedente. Dove era stato in tutto questo tempo, cosa aveva fatto? Perché non aveva visto più il sole sorgere, perché non sentiva il profumo dei fiori, perché non era più di buon umore, perché il suo cuore non batteva più…

 

Perché … perché … ma ormai non gli importava più, sentiva i profumi, vedeva il sole ed era allegro e di buon umore. Guardava fuori la finestra, il sole iniziava ad irradiare tutta la vallata che vedeva davanti, la brina iniziava a sciogliere. C’ era un mondo di colori che aveva dimenticato, c’erano tante cose da vedere, che fino adesso aveva ignorato. Tutto il resto era dietro al passato finalmente tornava a vivere.

 

Era sepolto da tanta polvere, incazzature, delusioni ma si stava ripulendo per tornare come prima quando era felice, quando era un uomo diverso. L’acqua della doccia lo purificava, rimase molto dentro la doccia, doveva pulire a fondo.

Il vapore aveva fatto appannare lo specchio, con la manica del suo accappatoio di spugna bianco, riflettendo la sua immagine senza riflettere.

Era più vecchio, si vedeva che non era più giovane, dal viso era scomparsa l’innocenza da ragazzo e intravedeva ormai i lineamenti di un uomo. Si era addormentato ragazzo e si era svegliato uomo.

Ma cosa aveva fatto in tutto questo tempo, dove era stato, che aveva fatto ….

Dove era stato … perché non ricordava NULLA PERCHE’

 

Questa domanda lo martellava, quando finalmente il suo cervello iniziò a funzionare, non poteva cambiare il suo oscuro passato, ma poteva ancora per fortuna scrivere il suo futuro.

Ora non gli importava più del passato, gli importava solo che era sveglio ….

 

troppobuono
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