Tratto dal nuovo libro
Non ho notizie da lei da qualche giorno, vorrei sapere perché non chiama, ci siamo scambiati qualche messaggio, mi ha mandato un mms con due foto, la prima è un po’ scura ha una maglia scura, ma in questa foto non mi piace, preferisco di gran lunga la seconda è quella che preferisco c’è il suo sorriso che mi incanta.
Conosco a memoria quella foto, ho imparato a memoria ogni suo singolo pixel, ogni singola sfumatura, mi perdo in quello sguardo, accarezzo gentilmente quel sorriso, in una carezza virtuale che ha l’unico risultato di sporcare lo schermo con il dito.
Non posso fare altro che immaginare, immaginare di nuovo di trovarmi vicino a lei, di vedere di nuovo quel sorriso che diventa tridimensionale, che viene accompagnato dalle parole.
Prepotentemente il mio telefonino mi riporta alla realtà, sostituendo la mia visione di lei con lo schermo nero, ma rinnovo a creare la mia illusione di averla vicina premendo il tasto centrale.
Di nuovo lei, di nuovo il suo sorriso, i suoi capelli i suoi occhi, lei è di nuovo lì che sorride, e il meccanismo nella mia mente riparte a creare un possibile incontro.
Vorrei essere con lei, indipendentemente dal luogo, dalla compagnia, vorrei solo parlargli sperando solo che non ci sia qualche momento di silenzio, quelli che creano imbarazzo e sguinzagliano le emozioni. Mi soffermo in quel momento di imbarazzo, calcolando la possibile distanza dal tanto sognato contatto con sue labbra.
Cosa è un bacio se non un apostrofo rosa tra le parole t’amo, ma cosa è un bacio? Un attimo, un inizio, un’emozione da provare, da rinnovare continuamente.
Sono stati scritte poesie, libri interi sull’amore, un intera letteratura, i baci perugina sono pieni di aforismi legati al bacio, uno più romantico dell’altro.
Forse la parte più bella del bacio è l’attesa, per la prima volta o per il giusto ritorno tra le sue braccia per assaporarle di nuovo.
Penso a questo, penso a lei e come vorrei vederla di nuovo