clikkate sulla foto e la vedrete grande,Ieri ho visto Ho voglia di te, volevo fare una recensione completa del film.
NELLA RECENSIONE SI DESCRIVERANNO, SCENE E FATTI DEL FILM E ANCHE COME ANDRà A FINIRE. NON LEGGETE LA RECENSIONE SE VOLETE VEDERE IL FILM.
Premessa: Nello scrivere questa recensione ho tenuto conto una cosa fondamentale, questo non è un seguito di un film, ma è la trasposizione di un libro. Il libro in questione è "Ho voglia di te" che a sua volta è il seguito di 3 metri sopra il cielo. Questo significa che non hanno dovuto inventare di sana pianta un film, non hanno dovuto scriverlo, ma hanno usato il libro.
Iniziamo a parlare con i personaggi, sono gli stessi del primo film, tutti i protagonisti. Naturalmente ora sono tutti più grandi, la scelta di Ginevra, gin. è stata eccezionale, io l' immaginavo proprio così. Quella che invece hanno completamente toppato e l' amica di Gin, la quale nel film è una cozza e ne hanno stravolto il carattere. Per il resto gli attori tranne Gin, Scamarcio e … basta … di attori veri non ce ne sono e si vede che non sanno recitare. Nella scena dove Daniela comunica al padre che è incinta si tocca veramente il ridicolo una scena degna delle soap opere argentine.
Un film è fatto di tante sfaccettature, oltre gli attori un ruolo essenziale è la colonna sonora del film, che dovrebbe “accompagnare” la visione, non è che deve sostituire i dialoghi. La mia impressione è come se fosse stato un enorme video clip e non un film, dove le canzoni scorrevano per intere, dall’ inizio alla fine. Tranne per le due canzoni veramente belle di Tiziano Ferro, “ Ti scatterò una foto” e “La paura che” che sembrano veramente scritte per il film, le altre non sembrano essere inserite nel contesto. Nella scena in cui fa l’ amore con Gin, c’è una musica rock che rovina quello che doveva essere un gesto d’ amore. Oltre alla scelta delle canzoni che è una cosa soggettiva, quello che decisamente non va è il volume delle canzoni.
Sono pochissimi i momenti dove nel film non c’è una canzone, mentre sono tantissimi i minuti dove la musica è più forte delle parole, non si riesce a sentire le voci e le emozioni che trasmettono gli attori.
Il libro originale di Moccia, è completamente stravolto, è talmente diverso che sembrano due cose completamente diversi, le differenze sono tante:
- Step, arriva direttamente all’ aeroporto, mentre nel libro c’è il suo viaggio in aereo, dove parla con una simpatica vecchietta e conosce un hostess. La quale lo chiama e lui va a trovarla.
- Non si accenna alla relazione extra coniugale, che ha il padre di Babi, con la brasiliana che aveva conosciuto, la sera in cui aveva giocato con Step a biliardo. Questo è un fatto grave, perché mentre l’ hostess era un fatto di contorno, il tradimento del padre ha un’ importanza in tutta la storia. Alla fine del film, lui se ne va di casa una volta scoperto.
- Il carattere dell’ amica di Gin, è un tipo molto libertino, mentre nel film appare imbranata e sognatrice. Poi da ruolo secondario entra quasi come un ruolo principale. Tanto che nella parte finale del film, lei pronuncia un discorso sull’ amore e sulle regole (che se lo poteva risparmiare.)
- Gin da sognatrice romantica, che non aveva mai fatto l’ amore ed era vergine, è descritta come una ragazza normale. Un altro lato di –gin, che era quello dell’ arrangiarsi a vivere con tutte le prove gratuite e i trucchi per avere in “prova” i vestiti. Si è perso tutto il lato romantico della storia con gin. Come quando lo hanno fatto per la prima volta.
- Non so per quale motivo, la violenza la subisce l’ amica di Gin, ed era un tentativo di violenza. Nel libro Gin veniva violentata e anche di brutto, Step la salva e diventava famoso per questo. Un altro lato di Step che hanno deciso di rimuovere.
- La madre, Step fa pace con la madre, iniziano a parlare, gli racconta la sua vita il tradimento con Babi e lo definisce “ 3 metri sotto terra”, prima di morire gli rivela che lei conosce gin. Step ha perdonato la madre e si pente di non averlo fatto prima. Nel film muore senza che lui dice una parola.
Le differenze con il libro sono tantissime, non mi va di elencarle tutte, però quello che il regista ha snaturato è l’ essenza. C’ era una storia d’ amore tra i due, cosa che nel film non si vede. Step ha amato lei tantissimo, mentre sembra che lui ha ripensamenti. La cronologia degli eventi è stata invertita, in alcuni casi, mentre in altre sono state aggiunte di sana pianta.
Come la corsa in moto (molto noiosa), che Step vince per riconquistare la moto di Pollo.
Inoltre è pieno di immagine “sfocate”, confuse che combinate con i dialoghi inesistenti, rendono molto difficile capire lo svolgimento del film.
Nel primo film, Radio caos era il tramite, tra i pensieri e le parole, tra i la realtà e la fantasia, un ponte che li univa e che faceva riflettere. Tutto questo non c’è, in questo film non c’è spazio per riflettere, tutto vola via veloce, sembra come se il film, fosse troppo corto.
Invece di tagliare i dialoghi o le voci fuori campo, si poteva tagliare qualche bella scena di sesso: mentre Step e Gin fanno l’ amore, il suo seno è in bella mostra ma non solo quello, si vedeva il suo pelo e non ci voglio mettere la mano sul fuoco, ma mi sembrava che si vedesse anche qualcosa di lui. Si vedono nudi per un tempo molto lungo.
In sala con me c’ erano diversi bambini, il quale quando hanno visto il seno di gin sono rimasti un po’ “sconvolti”.
Più avanti la scena si ripete, quando fa l’ amore con Babi, neanche lei indossa il reggiseno (si vede che non hanno trovato uno sponsor) e il suo seno nudo invade lo schermo.
Ora a me vedere queste cose non mi danno fastidio, anzi volevo vedere il sedere di Babi, per paragonarlo con quello di Gin J però con queste scene il film andava vietato ai minori di 14 anni.
Ripeto in sala erano presenti molti bambini e non è bello far vedere certe cose ai bambini.
Quindi siamo giunti alla fine, come ho trovato questo film?
Se lo analizzo come film tratto dal libro “ho voglia di te”, lo trovo a dir poco squallido. Il libro è stato completamente stravolto, sono state tolte forse quelle che sono le parti più belle. Quelle che rendono Step, il sogno di tante ragazze, il duro da cuore d’ oro molto romantico.
Se lo devo analizzare come semplice film, lo classificherei come film di Serie – B, senza dialoghi, con una colonna sonora che infastidisce. Le scenografie sono tutte reali, lo hanno girato a Roma utilizzando Roma come sfondo. Roma è una città bellissima, ma il resto della scenografia è molto non trovo neanche le parole.
Un film sotto alla sufficienza ed è un peccato, perché avevano tra le mani un ottimo libro. Avevano tra le mani, un prodotto pronto per lo schermo e non sono stati capace di girare un film di media qualità.
Alcuni potrebbero criticarmi dicendo, questo è un film per ragazzi per adolescenti, io rispondo semplicemente: non esistono film per adolescenti esistono solo film realizzati bene e film realizzati male. Questo è un pessimo film.
Che dire del finale? Il finale oltre aver cambiato tutto il possibile, veramente tutto, è di una “coatteria” infinita, perché mettere manifesti in tutta l’ isola tiberina, di quella dimensione partendo è solo una coatteria. Tra l’ altro è impossibile perché le foto di partenza sono foto tessera.
Non importa come sei, se sei alta bassa.
Se sei mora, bionda o rossa, se sei tinta o naturale. Non importa se hai gli occhi chiari o gli occhi scuri o chiari.
Non importa se sei una strafica da paura, oppure no. Non importa se sei magra o bassa.
Non importa niente, sono altre le cose che contano. Si dice che l’ amore è cieco e allora perché non conoscere le persone, con gli occhi chiusi?
Perché non dare a qualsiasi persona, la possibilità di poter parlare di poter avere un occasione.
Vorrei trovare una persona da amare a con gli occhi chiusi, che indifferentemente da come è fatta, da come veste, da come pensa, mi faccia battere il cuore, così il giorno che aprirò gli occhi non sarà condizionato da un volto, da un vestito, dal peso di questa persona.
Dentro di me ho avuto un idea della donna perfetta tutti noi l’ abbiamo, solo che in questo momento è quasi nulla, non ha quasi più nessuna caratteristica di base. L’ unica caratteristica è che deve amarmi così come la amo io.
Basta che i capelli siano troppo corti, o troppo lunghi, siano di colori non tradizionali, subito si viene discriminato.
Veniamo discriminati, per come vestiamo, per quali marche portiamo, se non portiamo marche famose, se abbiamo i soldi, se la nostra pelle non è uguale a quella delle altre.
Veniamo discriminati se abbiamo un difetto fisico, se siamo su una sedia a rotelle, se ci vediamo o possiamo parlare.
Il nostro pensiero dovrebbe essere più importante, il contenuto del prodotto non dovrebbe essere condizionato dalla scatola, dal suo involucro.
Invece prima di arrivare al prodotto, veniamo discriminati per quanto siamo alti, per quanto siamo bassi, per la nostra pancia, per la nostra cultura, per il nostro portafoglio sia se è gonfio sia se è vuoto.
Molte volte non si arriva a parlare, non possiamo farlo perché siamo troppo deboli, troppo diversi, troppo del sud, troppo neri, troppo ambigui.
Rimaniamo in silenzio con le nostre parole, con le parole che non riusciamo a dire, mentre veniamo chiamati pazzi, ciccioni, fascisti, nani, negri, handicappati, comunisti, pezzenti …
Per dirla alla Forest Gump: “Mamma diceva che se dio ci voleva tutti uguali, ci avrebbe dato ad ognuno di noi un tutore alle gambe”.
Ma forse anche in quel caso, anche se fossimo tutti uguali forse troveremmo qualcosa … qualcosa per discriminare…
Questo post mi è stato ispirato dalla canzone di Cristicchi e la festa della donna